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Prezioso per le mamme il dialogo continuo con le educatrici

A tal proposito, è molto prezioso   per le mamme il dialogo continuo con le educatrici, affinchè cerchino nella loro azione quotidiana il “giusto equilibrio” e provino a leggere e ad interpretare lo svolgersi della vita all’interno del nido. Di fatto, a loro è richiesto di mettersi sempre in condizione di ascolto dei bambini e delle famiglie, al fine di poter monitorare le loro reazioni in merito alle proposte educative fatte e quindi proporre eventuali miglioramenti delle stesse. Tale atteggiamento non può che favorire la   nascita di rapporti significativi tra il singolo educatore, il singolo bambino e i suoi genitori, tra i bambini del gruppo e il team educativo nel suo insieme, ed è indubbiamente   una caratteristica determinante e qualificante della vita che si svolge all’interno degli asili. Non è immaginabile una realtà educativa che escluda anche parzialmente   la valorizzazione quotidiana del rapporto con il bambino e la sua famiglia:   tale a...

Figura di riferimento

“Tutti abbiamo una relazione speciale e preziosa con una persona sulla quale possiamo contare. Se ci separiamo da quella persona cerchiamo di mantenere il contatto anche quando le separazioni sono prolungate .Usiamo il telefono, fotografie ,ricordi per mantenere vivo il conforto che troviamo in questa relazione. I bambini piccoli, che non possono esprimere ancora verbalmente   ciò che provano, hanno anch’essi bisogno di queste relazioni   speciali in modo immediato e concreto“ (Persone da zero a tre anni, E.Goldschmied)   Il fatto di familiarizzare con più di una figura non rende più esclusiva quella di riferimento (evitando così eventuali gelosie o incomprensioni   sempre possibili quando la mamma , in un rapporto singolo con l’educatrice, ha la sensazione di essere “rimpiazzata”). Così la mamma ed il bambino si sentiranno a loro agio anche con altre educatrici e vivranno serenamente eventuali assenze e cambi di turni del personale

L'inserimento del bambino all'asilo nido (2)

Quindi è fondamentale essere capaci di una presenza discreta tale per cui si è percepiti dal bimbo come raggiungibili sempre, come sicuri punti di riferimento. A mio avviso, l’educatore sa essere presente   quando è capace di una sensibile disponibilità , che consiste nel mettere a disposizione le proprie capacità e risorse cognitive ed emotive   nella relazione con l’altro. Caratteristica particolare dell’Aver Cura   è la tenerezza , che non è mero sentimentalismo, ma è la capacità di andare incontro all’altro sapendo ammorbidire le nostre rigidità cognitive ed emotive. E’ una forma intensa   dell’essere presenti all’altro, quella   che il poeta Rilke chiama “tenero potere”, perché il potere vero, quello che ha la cura della vita, si esprime nella capacità di teneramente proteggere il piccolo nella sua vulnerabilità. La scelta che ho sempre fatto per il periodo dell’inserimento   si fonda sull’attuazione del sistema della persona di riferimento ch...